mercoledì 21 giugno 2017

[Recensione]: Le sorelle misericordia di Marco Ciriello

Buon pomeriggio cari lettori, in questo mese di giugno sto leggendo molto, perché mi rilassa e mi fa dimenticare tutti i problemi e le preoccupazioni. Sì, la lettura è la mia medicina. Oggi vi parlo di un libro che ho letto in qualche ora, un romanzo che mi ha colpita molto e che tratta un argomento davvero complesso, quello della religione. Ecco la scheda.




Titolo: Le sorelle misericordia
Autore: Marco Ciriello
Editore: Edizioni Spartaco
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Pagine: 85
Prezzo: € 8,00
Citazione preferita: "... non ne posso più della poesia, delle citazioni, ci sono cresciuta in mezzo, i libri servono a giustificare la vita, a sopportarla, non a raccontarla, perché ogni vita è diversa, e ogni dolore lo è in maniera più grande".


Trama: Finalissima degli Open di tennis in Australia. L'italiana Laura Cammarata sta affrontando la campionessa Serena Williams in un match che ha dell'epico. Di colpo si ferma, interrompe la gara, lascia senza dare spiegazioni la Rod Laver Arena e pone fine alla sua carriera di tennista. La partita importante si giocherà su un altro campo, che vede due sorelle fronteggiarsi con visioni della vita divergenti. La prima alle prese con la sua profonda religiosità, la seconda costretta su una sedia a rotelle dalla Sla. "Due anime abitano nel mio petto" diceva Goethe. Così Ciriello contrappone le due donne in dialoghi su Dio e l'esistenza, lo sport e la malattia, Lourdes e il grande Slam, la fede e l'eutanasia. Gli scambi sono decisi, ostili, fino all'epilogo che porta le protagoniste e il lettore dall'hinterland napoletano a Barcellona.



Recensione

"Le sorelle misericordia" racconta la storia delle due sorelle Cammarata: Laura, campionessa italiana di tennis e Cristiana, costretta su una sedia a rotelle dalla Sla. Il loro legame è controverso, basato su punti di vista differenti e segreti difficili da nascondere. Le due donne si troveranno a vivere a stretto contatto nel momento in cui Laura deciderà di lasciare la sua carriera da tennista. Cristiana non comprende la decisione della sorella maggiore. Perché ha abbandonato la Rod Laver Arena, mentre stava vincendo contro Serena Williams? Perché lei che è sana, bella e piena di vita, ha deciso di non dedicarsi più alla sua più grande passione? Perché non c'è lei al posto della sorella? Perché il destino che le è stato riservato è così buio?

Le sorelle Cammarata hanno entrambi dei pesi sullo stomaco, difficili da mandar giù, ma soprattutto difficili da confidare l'una all'altra. Finalmente però trovano il coraggio e lo fanno. 

"Quando alla fine del terzo set ho alzato gli occhi  e visto la Vergine in alto di fronte a me, in una solitudine abbagliante, sembrava mi tenesse il cuore, e nessuno che si è accorto di questa straordinaria emozione, nemmeno riguardando i filmati; dopo mi sono sentita una randagia, sconquassata, abitata dal silenzio, con una invisibile corona azzurra che mi pesava addosso, un velo di respiro con il pensiero che si stacca, le parole che pure si staccano e una voce che chiede: Perché? Perché io?



A Laura è apparsa la Madonna, proprio mentre stava giocando la finale più importante della sua vita e lei, fervente cristiana, lo ha preso come un segno. Doveva lasciare l'effimero e dedicarsi alla sua spiritualità. Cristiana, ascolta le parole della sorella, ma non riesce a comprenderle. Per lei Dio non esiste ed anche durante la malattia resta di questo parere. Non troverà conforto in preghiere e recitando rosari, non focalizzerà le sue ultime speranze su un miracolo che è sicura non avverrà. Perché i miracoli non esistono e Dio non può trovare una soluzione che la scienza non ha. Cristiana vorrebbe manifestare alla sorella come si sente, come l'ha resa la sua malattia. L'autore riesce a spiegare lo stato d'animo di una malata di Sla, paragonandolo a quello di un prigioniero dei lager. Vi riporto queste parole che a me hanno fatto venire i brividi.


"Cristiana dopo la lite di ieri vorrebbe far capire a sua sorella che la malattia è un ghetto - c'ha perso del tempo per arrivare a questo esempio - Vieni deportata e rinchiusa contro la tua volontà in un mondo differente, che non ti appartiene e che ti è ostile, e ti ci devi abituare, devi provare a sopravvivere reinventando la tua vita su regole che non fai tu. Devi imparare a coabitare con il dolore che è freddo non voluto, e non è un gioco, non puoi smettere come ti pare. Anche perché poi diventa un lager, è un percorso degradante e senza speranza, almeno per le malattie come la mia, si ripete quasi a conferma. Rileggi Primo Levi e capisci. E lei adesso non sa in quanti pensassero di uscire dai lager, ma quello che è che non aveva mai pensato all'olocausto come proiezione in grande, estesa ad un popolo, di una malattia terminale, che un po' alla volta ti toglie le funzioni vitali, la libertà e ti lascia in balia di una sofferenza che non puoi respingere".


In sintesi, Marco Ciriello affronta un tema difficile, quello della religiosità e lo fa usando due punti di vista completamente diversi: quello di un credente e quello di un ateo. Nessuna delle due sorelle uscirà vincitrice da questo scontro-incontro, perché fervente religioso o meno, davanti al dolore si è ugualmente sconfitti. 



Giudizio



Attribuisco 4 penne a "Le sorelle misericordia" ed invito tutti voi a immergervi in questa lettura che vi farà riflettere e vi aprirà la mente su argomenti che, di solito, siamo restii ad affrontare.

Buone letture
La Contessa






lunedì 19 giugno 2017

[Recensione]: Il libro dei Baltimore di Joel Dicker

Buon lunedì readers, in questa calda giornata di fine luglio vi parlo di un libro che mi ha conquistata così tanto da non lasciarmi dormire la notte per poterlo terminare. Quindi, sappiate che se deciderete di leggerlo sarete completamente catturati dalla narrazione e non riuscirete a staccarvene. Ecco la scheda.



Titolo: Il libro dei Baltimore
Autore: Joel Dicker
Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 29 settembre 2016
Pagine: 587
Prezzo: € 22,00
Citazione preferita: "Perché scrivo?Perché i libri sono più forti della vita. Sono la più bella delle rivincite. Sono i testimoni dell'inviolabile muraglia della nostra mente, dell'inespugnabile ricchezza della nostra anima".


Trama: Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di "La verità sul caso Harry Quebert". I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione fin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Godman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?



Recensione


"Scrivere un libro è come aprire una colonia estiva. La tua vita, in genere solitaria e tranquilla, viene improvvisamente scombussolata da una moltitudine di personaggi che un giorno giungono senza preavviso e ti stravolgono l'esistenza. Arrivano una mattina, a bordo di un grande pullman, dal quale scendono, rumorosamente, eccitati per il ruolo che hanno ottenuto, E tu devi rassegnarti, devi occupartene, devi dargli da mangiare, devi ospitarli. Sei responsabile di tutto. Perché tu, appunto, sei lo scrittore".


Ogni volta che mi imbatto in un libro di Dicker finisce che divento uno zombie. Ovunque vado porto il suo romanzo con me, mangio posizionando il libro in mezzo a due bottiglie d'acqua in modo da poterlo leggere facilmente e poi resto sveglia fino a tardi per terminarlo. Ma il peggio arriva quando l'ho terminato, perché penso e ripenso alla storia, ai personaggi e alle conclusioni del tutto inaspettate della vicenda. Insomma, Dicker è un'ossessione. 
Il "libro dei Baltimore" vede nuovamente protagonista lo scrittore di successo Marcus Goldman, che questa volta, però, decide di mettere nero su bianco la sua vita privata, e, in particolar modo, la sua amicizia con i cugini di Baltimore prima della tragedia che li ha colpiti.


"Sai, spesso mi sono chiesto se non potessimo diventare dei Baltimore anche noi..."
"Noi siamo dei Montclair. E sarà così per sempre. Perché cambiare? Ognuno è diverso dagli altri, Markie. E forse la felicità è proprio questo: essere in pace con quello che si ha."


Marcus è un Goldman di Monteclair, ma nel suo cuore ha sempre desiderato essere un Goldman di Baltimore, ricco, pieno di vantaggi e di privilegi, cosa che gli capita solo una volta l'anno, quando trascorre le vacanze estive con i suoi cugini e i suoi magnifici zii: l'avvocato di successo Saul e la bellissima zia Anita. In quei giorni Marcus si sente un ragazzo speciale, coccolato e servito, proprio come i suoi cugini, l'intelligente e brillante Hillel e la futura stella del football Woody. La loro è un'amicizia indissolubile, piena di momenti goliardici e di risate, fino a quando non fanno la conoscenza di Alexandra Neville, sorella di Scott, un ragazzo malato a cui la banda dei Goldman cercherà di strappare qualche sorriso. Alexandra è la prima "cosa" che i cugini non vogliono condividere, iniziano ad essere gelosi l'uno con l'altro, a gareggiare in tutto e a mettere dei paletti tra loro. Uno solo conquisterà la ragazza e resterà con lei fino alla Tragedia che si abbatterà sui Goldman di Baltimore. 

La prima parte del romanzo è tutta incentrata sulla giovinezza del protagonista ed il suo rapporto con i suoi cugini, nonni e genitori. L'autore si sofferma su tutte le vicende più salienti e formative che hanno visto protagonisti non solo Marcus, Hillel e Woody, ma anche zio Saul, il padre di Marcus e nonno Goldman, in modo che il lettore possa avere un quadro completo della storia, prima di scoprire pian piano gli eventi che hanno portato a quella che poi sarà la Tragedia. 

Via via che sfoglierete le pagine e metterete insieme i vari pezzi delx puzzle, vi accorgerete di tutte quelle sfaccettature che non avete notato da subito e di quelle incomprensioni che inizialmente vi sembravano poca cosa, ma che, invece, avranno un peso specifico importante nel crollo dei Baltimore. 

Così, Marcus, presto si renderà conto che tutto quello che ha desiderato era solo un'illusione e che il Goldman fortunato era, ed è sempre stato lui, pur non essendone consapevole. Perché la vita è imprevedibile, dà e toglie, ma se tu sei previdente puoi salvarti, soprattutto se hai qualcuno che ti ama, perché l'amore non ti lascia mai da solo. 



Giudizio



Attribuisco 5 penne a "Il libro dei Baltimore", che forse mi è piaciuto anche di più de "La verità sul caso Harry Quebert", anche se non era facile far meglio di quanto l'autore aveva già fatto con il suo primo romanzo. Invece, Dicker conquista e non lascia scampo ai lettori, con una narrazione piena di colpi di scena, che non riuscireste mai ad immaginarvi. 


 A presto, La contessa.




sabato 17 giugno 2017

[Il fascino del gentiluomo]: Edward Rochester di Jane Eyre



Buongiorno e buon sabato cari amici e care amiche, oggi sono qui per portarvi un po' di amore e qualche gioia, perché grazie a Susy del blog I miei magici mondi vi parlerò di uno dei gentiluomini più amati della letteratura, sto parlando di Mr Edward Rochester. 



Dovete sapere che il mio incontro con il romanzo più famoso di Charlotte Bronte, è avvenuto in una maniera abbastanza particolare. Infatti, una notte sognai un film che mia madre mi faceva vedere sempre da bambina, con protagonista un'orfanella che veniva mandata in collegio e mi ricordavo soprattutto la scena in cui una sua amichetta dai capelli rossi moriva ed io iniziavo a piangere e non la smettevo più. Quando chiesi a mia madre di che film si trattasse lei non seppe rispondermi, lo aveva completamente rimosso dalla mente. Io, però, avevo bisogno di sapere ed iniziai a fare ricerche su google fino a quando non trovai la risposta: Jane Eyre. Il film a cui facevo riferimento io era quello del 1996, ma dopo aver letto il romanzo ho acquistato subito il dvd della trasposizione cinematografica del 2011 di cui tutti mi avevano parlato benissimo e l'ho guardato sognante e singhiozzante per tutto il tempo. 

Fatto questa premessa un po' stramba, ora parliamo del protagonista maschile di questo romanzo: Mr Rochester. Quest'ultimo non è certo il modello di uomo a cui tutte aspiriamo: vecchio, scorbutico e soprattutto sposato, per non parlare del fatto che alla fine diventa anche cieco. Però è nobile, ha una casa bellissima ed è anche simpatico. Sì, dai non ditemi che non ricordate il travestimento da veggente che utilizza Rochester per carpire i sentimenti di Jane, l'ho trovato geniale e spassoso ai massimi livelli! E poi, diciamoci la verità, tutte noi dopo il film del 2011, quando leggiamo il nome del gentiluomo di Jane Eyre subito pensiamo a quel gran figo di Michael Fassbender, oppure no?




Ok, è vero, Mr Rochester qualche difetto ce l'ha. Dichiara il suo amore a Jane, le chiede di sposarlo, ma in realtà lui ha già una moglie, Bertha. Si, certo la inganna, ma in realtà non è anche questo amore? Pensateci bene, il voler Jane come sposa a tutti i costi, nonostante la differenza di età, nonostante il fatto che lei fosse un'orfana senza dote e senza mezzi, nonostante una moglie pazza, beh per me questo è frutto di un sentimento autentico e profondo. Certo, avrebbe dovuto avvertire prima Jane sui pericoli che correva, ma poi sapete che piega noiosa avrebbe preso il romanzo? No, amici miei, Mr Rochester è affascinante perché è così istintivo e irrazionale da rischiare tutto per essere felice. 

E Jane lo capisce, perché ha un cuore grande quanto l'universo e quando diventa una ricca ereditiera che può permettersi tutto, anche un uomo più giovane, lei decide comunque di tornare a Thornfield Hall, dal suo unico amore, anche se ormai Mr Rochester è diventato storpio e cieco, è sempre lo stesso, è sempre pieno d' amore per lei. 




Prima di lasciarvi voglio davvero ringraziare Susy per aver ideato questa bella iniziativa, ma soprattutto per avermi coinvolta, cosa che ho apprezzato tantissimo. Infine vi elenco tutte le tappe precedenti e il calendario di quelle successive. Non dimenticate che il prossimo appuntamento sul blog The avid reader che vi parlerà di Ross Poldark. 


Presentazione - I miei magici mondi


Frederick Wentworth - Gli alberi da libri

John Thornton - Romance e altri rimedi





Un bacio a tutti e alla prossima!







lunedì 12 giugno 2017

[Recensione]: Absence di Chiara Panzuti

Buon inizio settimana cari lettori, oggi voglio parlarvi di un romanzo che non avrei mai creduto di leggere perché credevo non fosse nelle mie corde, ma poi sentendone parlare da tutti la curiosità ha preso il sopravvento e così ho deciso di chiederne una copia alla Fazi editore e di tuffarmi in questa avventura. Beh, sono proprio contenta di averlo fatto perché l'ho apprezzato davvero molto. Ecco la scheda.





Titolo: Absence (Il gioco dei quattro)
Autrice: Chiara Panzuti
Data di pubblicazione: 1 giugno 2017
Editore: Lain_ya (Fazi editore)
Pagine: 336
Prezzo: Cartaceo € 15,00
Ebook € 6,99
Citazione preferita: "C'è così tanta differenza tra vedere e guardare. Così tanta differenza tra ascoltare e capire".


Descrizione: Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l'ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all'altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all'improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Eppure Faith non è la sola invisibile a tutti, ma anche Jared, Scott e Christabel sono diventati così ed insieme a lei  cercheranno in tutti i modi di tornare come prima. 


Recensione



0°13'07''S  78°30'35°W queste le coordinate per tornare ad essere visibile, o almeno le prime di una lunga serie. Faith è una ragazza di 16 anni come tante altre, ma mentre è alle prese con l'ennesimo trasloco insieme alla madre incinta, all'improvviso diventa invisibile ed inesistente nei ricordi dei suoi cari. Niente più profili social, email, fotografie e ricordi, è rimasta da sola, o quasi. Questo perché insieme a Faith anche Scott, Jared e Christabel sono diventati invisibili e, essendone quasi costretti, hanno formato un gruppo coeso e pronto a qualsiasi cosa per poter tornare indietro dai loro affetti. Per farlo, però, dovranno scontrarsi con chi c'è dietro tutto questo, l'Illusionista, che ha somministrato ad ognuno di loro l'NH1, ossia il siero dell'invisibilità, e che gli proporrà via via prove e indizi sempre più difficili da risolvere. Inoltre, il gruppo Gamma (quello di Faith e dei suoi compagni), non sarà il solo a gareggiare per ottenere l'antidoto che li porterà ad essere nuovamente visibili, perché altri due bande agguerrite, gli Alfa e i Beta, sono in competizione per ottenere lo stesso premio. 

Quello che davvero mi ha entusiasmato di questo romanzo è il fatto che l'autrice sia riuscita a descrivere perfettamente lo stato d'animo dei personaggi: il pessimismo cronico di Chirstabel, il bisogno d'affetto di Jared, l'ottimismo duro a morire di Scott e la malinconia di Faith. Questo ci permette di affezionarci davvero tanto a loro, perché pur essendo scomparsi dalla vista dei loro cari, questi ragazzi sono pur sempre esistenti e realmente soffrono per la condizione che hanno assunto a causa dell'Illusionista. 

"La gente odiava i momenti morti. Li sostituiva con i gesti abitudinari: cellulari, musica, tic nervosi, telefonate. Per il contorno non c'era più spazio, solo un ego smisurato che ricercava sempre la stessa cosa: distrazione. 
La mia condizione era colpa loro. Iniziai a pensarlo con insistenza, dopo ore trascorse insieme a quei volti inespressivi. Quanti tipi di NH1 esistevano al mondo? Quanti tipi di invisibilità, naturale o indotta? L'illusionista non aveva inventato proprio niente. Era colpa loro. Colpa loro se nessuno mi vedeva, colpa loro se nessuno mi sentiva, colpa loro se nessuno mi ricordava. E questo valeva anche prima".


In questa frase c'è il senso e lo scopo che Chiara Panzuti ha attribuito a questo romanzo. L'invisibilità reale che colpisce questi ragazzi è la metafora dell'invisibilità vera e propria che ci vede protagonisti ogni giorno. Telefoni, tv, social e tutte le altre nuove tecnologie ci hanno resi completamente inumani. Ormai non parliamo più tra noi, al massimo chattiamo o ci inviamo una mail, non siamo più interessati a nulla e abbiamo assunto le sembianze di tanti robot. L'umanità sta andando a rotoli e lo sappiamo tutti, ma nessuno fa niente per cambiare. Chiara Panzuti, però, ci ha scritto un libro, che spero faccia riflettere a lungo su questo argomento.



Giudizio


Attribuisco 4 penna ad "Absence" e mi auguro che tutti voi decidiate di leggerlo, perché Chiara Panzuti con questo romanzo ha dato uno "schiaffo" a tutto il fantasy estero ed ha dimostrato che gli scrittori italiani che scrivono bene esistono ancora e che per l'editoria del nostro paese c'è ancora speranza.

A presto
La contessa


giovedì 8 giugno 2017

[Segnalazione]: Il bello viene oggi di Jack Nobile

Buon pomeriggio amici lettori, in questo caldo pomeriggio di giugno vi segnalo una nuova uscita da non perdere della Sperling & Kupfer. Ecco a voi la scheda:



Titolo: Il bello viene oggi
Autore: Jack Nobile
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pubblicazione: Maggio 2017
Pagine: 168
Prezzo: € 14,90




Descrizione: «Non hai manualità, non farai niente nella vita.» È il giorno del compleanno di Jack e il padre, vedendo che non riesce a sistemare il suo motorino, lo rimprovera così. La frase arriva in un momento buio: la scuola non va, con i compagni non lega, ha tanti sogni che non lo portano da nessuna parte. E allora? La risposta arriva inattesa nell'estate di Lignano: Jack si imbatte in un giovane mago che si esercita per strada, conquistandosi lo sguardo e lo stupore di tutti. Questo voglio fare, regalare attimi di meraviglia, decide Jack, e inizia a leggere, studia¬re, provare e riprovare senza sosta. Della scarsa manualità si dimentica, e in poco tempo si rivela bravo, anzi bravissimo, e inizia un grande cambiamento che gli dà forza e fiducia. Apre anche un canale YouTube, che diventa presto un punto di riferimento. In questo libro Jack Nobile per la prima volta racconta tutto di sé: l’infanzia, l’amore, le cadute, il legame viscerale con la sua arte, e le tante cose, semplici e profonde, che ha imparato e che potranno motivare tutti noi. Per esempio, che sapersi ascoltare è l’unico modo per dare il meglio di sé ogni giorno. E in più ci regala il segreto dei cinque giochi che lo hanno fatto innamorare della magia… perché si sa, la passione è contagiosa!


L'autore: Jack Nobile è nato e cresciuto a Lignano. A 16 anni ha scoperto la sua grande passione, la magia, che ha cominciato a studiare come autodidatta. I suoi primi video su YouTube sono stati un successo e oggi conta più di 260.000 iscritti al suo canale.
Instagram: @jacknobile



Allora, che aspettate? Andate subito ad acquistarlo!

martedì 6 giugno 2017

[Recensione]: L'amore in un clima freddo di Nancy Mitford

Cari lettori, sapete che i miei libri prediletti sono quelli impegnati e impegnativi, perché nelle frivolezze e nelle trame eccessivamente sciocche, ci sto stretta. Questo, però, non significa che ogni tanto anche la mia mente decida di prendersi una vacanza e dedicarsi a qualcosa di più leggero. Ho detto leggero che non è sinonimo di libri spazzatura, ricordatelo! Quindi, in questo inizio di giugno ho trovato conforto in una lettura piacevole e fresca, che mi ha fatto trascorrere delle ore con il sorriso sulle labbra. Siete curiosi di scoprire il titolo del romanzo di cui parlo? Ecco la scheda.


Titolo: L'amore in un clima freddo
Titolo originale: Love in a cold climate
Autore: Nancy Mitford
Editore: Adelphi edizioni
Anno di pubblicazione: 1949 (prima pubblicazione); 1 giugno 2012 (Adelphi)
Pagine: 280
Prezzo: € 12,00

Descrizione: "L'amore in un clima freddo" mette in scena gli impossibili Montdore, di ritorno da cinque anni in India, dove il conte, ricchissimo e aristocraticissimo, era Viceré. La consorte, con una bella dose di puzza sotto il naso, sguazza nell'alta società e la figlia Polly, la giovane più bella che si sia mai vista, non trova un uomo che la conquisti fino a quando non decide di puntare su quello sbagliato, perché vi si innamora, ma soprattutto per far torto alla sua vecchia e brontolona madre. Tutto questo ed anche di più, viene raccontato per bocca della giovane debuttante Fanny, che ci svelerà i segreti più interessanti della famiglia Montdore.


Recensione



Ho messo gli occhi su questo romanzo nel mese di dicembre e, beffandomi allegramente del titolo, l'ho letto quasi all'inizio dell'estate, e che non si dica in giro che sono una lettrice incoerente, eh!
Comunque, dicevo, che lo scorso inverno mi sono messa a setacciare tutto il catalogo degli Adelphi e mi sono subito soffermata su "L'amore in un clima freddo", non avevo letto la trama, né sapevo chi fosse l'autrice, ma me ne sono completamente innamorata e ho deciso che doveva essere mio. Così passano i mesi, rotolano tante balle di fieno e finalmente il mio ragazzo (che sia santificato), me lo regala. Io, dopo aver saltellato e lanciato urla di gioia per tutta casa (la sua, quindi pensate che ho perso anche la poca dignità che mi era rimasta), lo introduco nella mia libreria, sognando il momento nel quale avrei potuto leggerlo. Il momento è arrivato e non mi sono affatto pentita del mio innamoramento precoce, perché era del tutto fondato. 

"L'amore in un clima freddo" è stato scritto da Nancy Mitford, o meglio la maggiore delle sorelle Mitford , le sei figlie del barone Redesdale, che visse sulla sua pelle tutto il fascino, il glamour e il gossip della società inglese, decidendo di riportarlo nelle pagine dei suoi romanzi.
Infatti, protagonista di quest'opera è proprio la società, con i suoi vizi, le sue terribili abitudini e la sua fastidiosa superficialità, tutta rintracciabile all'interno delle figure create dalla Mitford. Una fra tutte Lady Montdore, una donna austera e pedante, sempre pronta a far notare ai suoi ospiti e alla sua famiglia, i privilegi di cui gode e la meravigliosa dimora in cui abita, Hampton. La donna dopo molti anni di matrimonio è riuscita a mettere al mondo una figlia il cui nome è Leopoldina, o semplicemente Polly. Si tratta di una ragazza dotata di un incantevole bellezza che, però, dà alla madre tantissimi problemi, in quanto non sembra intenzionata a innamorarsi e quindi a sposarsi. Lady Montdore diventa quasi ossessionata dall'idea di far maritare sua figlia con un buon partito, cercando di farla invitare a tutti i balli organizzati dai suoi potenti amici e spingendola tra le braccia di nobili blasonati, ecco perché questa figura materna mi ricorda tanto la copia aristocratica e intellettuale dell'insopportabile e strappa risate Mrs Bennet. Ma, la giovane Polly, compirà una scelta disonorevole che la lascerà fuori dal testamento paterno e la porterà a rinunciare ad ogni agio e ricchezza. Nonostante ciò, Lady Montdore, non lascerà le pagine de "L'amore in un clima freddo", ma continuerà a regalarci le sue grandi perle di saggezza in stile Contessa Madre di Grantham dell'intramontabile Downton Abbey, come quelle rivolte a Fanny, la narratrice del romanzo, a proposito del suo matrimonio con un semplice e povero professore:

"Ricordati che l'amore non può durare; non dura mai e poi mai, mentre tutto questo dura per sempre. Un giorno, non scordarlo, invecchierai, e pensa cosa dev'essere per una signora di mezza età non possedere un paio di orecchini di brillanti. Una donna della mia età ha bisogno di brillantini per illuminare il viso. E poi, doverti sedere sempre a tavola con gente senza importanza. E niente automobile. Non è una bella prospettiva, sai".



E che dire di Fanny? Probabilmente è lei la vera protagonista del romanzo, senza neanche saperlo. Perché questa giovane debuttante si trova al centro di tutto e diventa la grande confidente sia di Polly, sia di sua madre, ma soprattutto durante l'opera della Mitford diventa donna, sposa e madre, quasi senza accorgersene. Perché Fanny è un po' così, si fa trascinare dagli eventi con il suo animo altruista, la sua umiltà e la sua poca ambizione. Tutte caratteristiche che mi ricordano la sua omonima presente nel romanzo di Jane Austen "Mansfield Park", che mi ha sempre fatto tanta tenerezza e che alla fine zitta zitta ha sposato il suo principe azzurro. Anche la Fanny della Mitford è convolata a nozze con il Alfred per amore e la sua scelta si rivelerà molto più saggia e felice di quella compiuta dalla sua amica Polly.


Giudizio



Assegno 4 penne a questa lettura fresca e poco impegnativa, scritta con cura e utilizzando uno stile semplice, ma tanto raffinato che punta a ironizzare sui difetti della aristocrazia inglese della prima metà del Novecento. Super consigliato!


Alla prossima,

La Contessa



sabato 3 giugno 2017

[Nel nome della Strega]: Le cento vite di Nemesio di Marco Rossari



Buon sabato cari amici, oggi il blog ospita l'ultima tappa dell'iniziativa "Nel nome della Strega" ed io sono molto felice di parlarvi del libro che ho dovuto recensire tra i finalisti di questo famosissimo premio. Per chi non lo sapesse il Premio Strega è un premio letterario che viene assegnato ogni anno all'autore o all'autrice di un libro pubblicato in Italia tra il 1 aprile dell'anno precedente ed il 31 marzo dell'anno in corso. Il 6 luglio verrà svelato il titolo del romanzo vincitore del 2017, ma prima di allora io e altri 11 blogger abbiamo deciso di farvi conoscere la dozzina finalista. Oggi tocca a me, con un libro che mi ha totalmente rapita fin dalle prime pagine. Ecco la scheda.



Titolo: Le cento vite di Nemesio
Autore: Marco Rossari
Editore: Edizioni e/o
Data di pubblicazione: settembre 2016
Pagine: 500
Prezzo: € 18,00
Citazione preferita: "è come il pomeriggio di pioggia parigina in cui ti prendevo per mano in un'ala della casa e ti portavo in quella stessa ala facendo un giro su me stesso perché di ali in casa ne avevamo una sola, e poi una rima dopo l'altra, di figura retorica in figura retorica, di accento tonico in accento tonico, spogliandoci di ogni sillaba, la poesia dei nostri corpi si sgranava di quartina in quartina e poi di terzina in terzina, rime baciate o concatenate, rime interne come un riverbero nel corpo del testo, che sento ora mentre leggo. E poi leggere non è tanto simile a leccare? «Ti lecco nel pensiero» diresti tu, con uno di quei tuoi strafalcioni tanto dolci. E leggere nel pensiero è proprio quello".



Descrizione: Qual è il segreto della felicità? Nemesio non l'ha ancora scoperto. Vive una vita grigia, ha un lavoro opaco e non parla con il padre da anni. Anzi, per distinguersi dal vecchio, che gli ha dato il suo stesso nome, si fa chiamare Nemo, nessuno. Al contrario il padre, un grande pittore, ha avuto una vita che definire piena è poco: ragazzo del 1899, ha partecipato a due guerre mondiali, ha combattuto da partigiano, ha vissuto il futurismo e tutte le avanguardie del secolo, e ha amato tante donne, tra cui quella con cui ha concepito Nemo, quando aveva già superato i settant'anni. E ancora non molla. Allo scoccare del Duemila e di una grande mostra retrospettiva per i suoi cent'anni, il vecchio maestro ha un malore che costringe il figlio a recarsi al suo capezzale. Nemo non sa che sarà l'inizio di un viaggio fantastico: grazie ad una serie di oggetti portentosi, nel corso di una settimana rocambolesca, Nemo rivivrà le cento vite di un padre sconosciuto, di un mondo lontanissimo eppure vivo, di un amore lungo tutto il Novecento. 


Recensione



"Sono nato da uno sperma vecchio"

Ma non troppo vecchio per procrearti, aggiungerei io!

La settimana scorsa, appena ho terminato questo romanzo di 500 pagine, mi sono sentita subito orfana di un padre che ormai aveva adottato anche me, pur non sapendolo. Sto parlando di questa straordinaria e ironica creatura qual è Nemesio, un uomo che dopo una vita piena di tutto, di avvenimenti, di pericoli e di amori, decide di mettere al mondo un figlio che, pur chiamandosi come lui, diventerà il suo opposto. 

Nemo (così si fa chiamare per distinguersi e prendere le distanze da colui che lo ha messo al mondo) è un signor nessuno che vive una vita vuota, triste e priva di qualsiasi slancio emotivo e sociale. Nemesio, suo padre, è invece un uomo che ha fatto qualsiasi esperienza nella sua vita: ha viaggiato, visto mille luoghi e soprattutto ha amato. Nonostante ciò, suo figlio non lo ama, per via della grande differenza di età che c'è tra i due e della freddezza che ha sempre contraddistinto il loro rapporto. Accade, però, che il giorno del centesimo compleanno di Nemesio, egli ha un malore che costringe Nemo a recarsi al suo capezzale. Da quel momento in poi, il figlio inizierà a sognare la vita del padre come se fosse nei suoi panni e a chiedersi se tutto quel che gli suggerisce l'inconscio sia vero o se sia frutto della sua fantasia. 

"Ha seppellito tutti. È stato Orfeo che non si volta mai". Nemo fece una pausa ad effetto. "Mai".
"Ed Euridice chi sarebbe?"
"Non l'hai ancora capito?" lo incalzò Nemo, spazientito". 
"Euridice siamo noi. Tutti quanti noi".

All'interno di questo romanzo Marco Rossari, introduce diversi personaggi importanti nel panorama degli anni in cui visse Nemo, tra cui, ad esempio: la scrittrice Sibilla Aleramo, il padre della criminologia Cesare Lombroso, Pablo Picasso, Marie Curie, Marinetti, Hemingway e via discorrendo. La maggior parte delle volte di questi personaggi non è riportato il nome completo, o non viene proprio menzionato dallo scrittore, che ne svelerà l'identità solo in un secondo momento. E proprio per questo motivo, una cosa che ho trovato davvero divertente, è stata quella di cercare di indovinare di chi si stava trattando e quasi sempre ci sono riuscita. Queste figure intellettuali, hanno sempre un contatto diretto con Nemesio o con i suoi amici e parenti, e molto spesso inscenano con lui dei siparietti davvero simpatici, di cui non vi parlo perché voglio che li scopriate voi durante la lettura. 

"... da quando mio padre è finito in coma io tutte le sere sogno la sua vita. Vivo la sua vita. Con le gioie e le paure percepite nella carne, anche se mi sembra di leggerla come un romanzo".

La prima e la seconda guerra mondiale, la nascita delle avanguardie, la costruzione e caduta del muro di Berlino. Nemo vive la storia collettiva del Novecento e quella privata di suo padre. Impara a conoscerlo e a capire che quell'uomo che lui teneva lontano aveva molto da insegnargli e che in realtà amava tanto suo figlio, pur non riuscendo a dimostrarglielo. Nemesio Jr, però, non è convinto che le cose siano andate proprio come lui le ha sognate e così cerca in tutti i modi di entrare in possesso dell'autobiografia paterna, che molti anni prima aveva gettato via. Leggendola si renderà conto che la vita di suo padre non è stata tutta rosa e fiori. Infatti i momenti di sofferenza sono stati molti di più di quelli di gioia, ma nonostante ciò, Nemesio, è riuscito ad andare avanti e a vivere la sua esistenza con determinazione ed energia fino alla fine. 

Nemo ce la farà a prendere l'esistenza di suo padre come monito e a trasformare radicalmente la sua non-vita in qualcosa di speciale? Forse, ci proverà.


Giudizio



Il mio parere su questo romanzo è assolutamente positivo e spero che, come ha affermato anche Marco Rossari, la giuria del Premio Strega voti con un po' di incoscienza questa opera, perché far sorridere il lettore con una prosa ironica anche se davvero realistica, non significa non prendersi sul serio, ma solo puntare su una comunicazione diversa per arrivare a tutti. Ecco perché se mai un giorno dovessi diventare un insegnate (come mi auguro), consiglierò la lettura di questo romanzo ai miei alunni, sperando che tra una risata e l'altra anche loro, come è successo a me, possano cogliere almeno qualche aspetto della realtà Novecentesca attraverso le mirabolanti avventure di quel simpaticone di Nemesio.



Ecco, conclusa la mia recensione, ma nonostante ciò non posso ancora salutarvi senza prima ricapitolarvi le tappe precedenti e lasciarvi i rispettivi link delle recensioni.





La spacciatrice di libri con "Le otto montagne" di Paolo Cognetti

I miei magici mondi con "La più amata" di Teresa Ciabatti

leggo.libri con "Amici per paura" di Ferruccio Parazzoli

LUNA LOVEBOOK con "Le notti blu" di Chiara Marchelli

Twins Books Lovers con "La compagnia delle anime finte" di Wanda Marasco

Louis Book World con "La stanza profonda" di Vanni Santoni

The book lawyer con "Gin tonic ad occhi chiusi" di Marco Ferrante

bookitipy con "Il senso della lotta" di Nicola Ravera Rafele

L per Libro con "Un'educazione milanese" di Alberto Rollo

Some Books Are con "Malaparte. Morte come me" di Rita Monaldi & Francesco Sorti

Gente di taccuino con "È giusto obbedire alla notte" di Matteo Nucci




Infine, non posso che ringraziare tutti i blogger che hanno deciso di partecipare a questa iniziativa creata da me, che non sono nessuno in questo mondo letterario, ma che amo i libri veri, quelli che comunicano emozioni e soprattutto quelli ben scritti.


Un saluto e sperando di rivederci il prossimo anno con "Nel nome della Strega" 2. 0!

La contessa